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sabato 10 giugno 2017

Non è mai abbastanza


A volte mi capita di voler scrivere cose che hanno poco a che vedere con il tema del blog.
Il desiderio mi nasce dalla costante sensazione che abbiamo oggi di non essere mai all'altezza.
A tal proposito mi viene in mente un'intervista fatta ad Umberto Veronesi.

Giornalista: "Se dovesse dare un voto o alla sua vita da ricercatore quale sarebbe?"
Veronesi: "Direi che la mia vita è stata un fallimento."
Giornalista: "perché mai?"
Veronesi: "Perché morirò sapendo di non essere riuscito a sconfiggere il cancro".

Sinceramente mi impressionò molto la risposta di Veronesi in quanto parliamo comunque di una persona che ha trovato il modo di curare i tumori al seno senza asportarlo. Un grande passo per la ricerca. Ciò nonostante non era soddisfatto.
Ora, se lo ha detto per un ritorno d'immagine non lo so, ma mi piace pensare che non sia così, che dopotutto esiste gente talmente alta di morale da dedicare la propria vita a scopi ben più nobili della norma.

Morale della storia è che la gente ricorda e sottolinea sempre solo quello che non hai fatto o che non hai saputo fare. Probabilmente perché troppo pressata dai propri errori e fallimenti allora decide di infierire sull'operato altrui.
C'è da dire che viviamo in un epoca dove la vita è velocissima, dove se non stai al passo giusto vieni subito lasciato indietro senza rimorso. E forse tutti abbiamo involontariamente sviluppato un senso innato nel rimarcare gli errori degli altri senza però capire dove sbagliamo noi stessi.

Non vorrei cadere nel solito patetico discorso demagogico e buonista ma è vero che dovremmo poter avere più tempo per guardare noi stessi e poi gli altri. Forse il mondo sarebbe un posto un tantino migliore. È vero la mia è pura e semplice utopia, ma io voglio considerarla una speranza.