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mercoledì 10 settembre 2014

Ma crisi di cosa?

Ciao amici,
ultimamente nel blog ho voluto dare molto spazio alla storia greca antica (che ancora ho intenzione di proseguire) perchè sono convinto che per smontare un argomento lo si bisogna conoscere bene e anche meglio di chi ne parla. Così come, se volessi smentire un religioso devo conoscere la religione meglio di lui. Di fatto non posso dire "è vero, gli spartani non avevano una flotta!" Errato! La flotta c'era, anche se non per tutto il periodo della loro storia e comunque mai paragonabile alla flotta di Corinto, Siracusa, Persia, Cartagine ed Atene. Tanto per citarne le migliori. Il mio interlocutore si alza e se ne va via perchè capisce che sono solo un presuntuoso ignorante. Giusto per fare un esempio.
A volte mi capita, come in questo caso invece, di scrivere con tono di sfogo o di denuncia. Di fatto il titolo del post potrebbe facilmente indurre a tale conclusione.

Ora vi racconto la storia del mio migliore amico che si chiama Leo. Una storia come tante, ma che mi ha colpito in quanto l'ho vissuta in seconda persona.

Leo ha 23 anni studia e lavora. Lo conosco appunto perchè studia per diventare archeologo, solo che il lavoro prende troppo tempo ed energie e lo studio diventa carente e di fatto è già fuoricorso. Attualmente Leo fa l'operatore telefonico vendendo prodotti. Non fatevi ingannare dall'età, ma Leo ha fatto un sacco di lavori prima di fare call center tipo, lavorava sporadicamente in campagna alla raccolta delle olive, il periodo del vino, e qualche giornata sporadica sempre sulla cura della campagna. Però aveva capito che così non c'è la poteva fare. Era un lavoro troppo discontinuo.
Trovò di conseguenza un lavoro in un pastificio. Mi ricordo che era contento Leo. Lavoro pulito, non eccessivamente logorante fisicamente e il datore di lavoro era pure simpatico. Insomma pensava di aver trovato un buon posto, certo non si era illuso di essersi sistemato, ma era comunque meglio di prima. Poi però l'amara verità. Lo stipendio era misero. 250€ al mese dalle 12:00 alle 18 oppure alle 20, a seconda della mole di lavoro. Anche quello rapporto di lavoro era da terminare.
Allora decise di imparare il mestiere di tecnico\impiantista, divario genere, ovvero caldaie, idraulica e corrente. Ovviamente Leo sapeva che i primi tempi avrebbe dovuto fare solo da apprendista, "prendi questo; fai questo; ecc". Ma dopo otto mesi di lavoro niente. Non sapeva fare granchè. Non perchè lui fosse incapace, ma perchè chi lo doveva istruire era talmente geloso del proprio lavoro che per imparare gli diceva: "se vuoi imparare questo mestiere devi guardare e rubarmelo, dive imparare guardando". Io pensai, va bene si, devi guardare, ma se non fai le cose non ti rimane nulla. E di fatto dopo otto mesi levò le tende da quel posto. La motivazione per cui se nè andò fu perchè quando a fine mese gli chiedeva un pagamento il datore rispondeva "Te li do, ma non te li sei meritati". Di fatto ricordo che Leo ci rimase molto male. "Come! Vengo alle 8 del mattino e me ne vado alle 8 di sera, mi spacco la schiena per fare il facchino\schiavo\sguattero, mi insulti in mezzo alla gente quando sbaglio e alla fine non me li sono guadagnati?". Furono queste le parole di Leo.  Decise di interrompere quel rapporto di lavoro. Voi vi starete chiedendo, ma sto Leo quanto prendeva per ricevere tale risposta? 50€ al mese. Poi fece lo sforzo di darne 100€ fino ad alcune eccezioni di 150. La mia risposta fu "che schifo!" quando Leo me lo raccontò. Iniziò a perdersi d'animo e decise di proseguire gli studi e scelse Lettere e beni culturali, indirizzo archeologico. Siccome i soldi non erano tanti per l'università decise di lavorare e studiare. Inevitabilmente uno dei due era destinato ad essere minore dell'altro. Riuscì a trovare lavoro presso un'azienda di Call center. Prima come stagista e poi a contratti sporadici a tempo determinato. Consisteva di fare assistenza ai clienti per una ditta telefonica nazionale. Leo mi disse che era contento. Finalmente aveva trovato un lavoro dove veniva retribuito puntualmente e soprattutto gli veniva dato ciò che gli spettava, nè più e nè meno.
Però c'erano due aspetti negativi.
1) La poca disponibilità di carriera dentro l'azienda
2) Il fatto che riceve (tutt'ora) due mesi di contratto e poi stop, poi altri due mesi e stop. E così via.
Però Leo me lo dice tutt'ora che il lavoro è ottimo con un sacco di lati positivi.
Leo ha scoperto che a breve diventerà papà e questo lavoro diventa inconcludente. Non è sufficiente per mantenere un figlio. Così al lavoro saltuario di call center di assistenza ha trovato da implementare un altro call center che però vende, sperando così che implementando i due lavori raggiunga uno stipendio decente.
Leo è super felice di diventare papà, anche se in maniera non prevista. Ed io pure perchè diventerò "zio".
Per il primo periodo di vita del bambino Leo ha deciso insieme alla fidanzata di stare dai genitori di lei. Una scelta difficile per Leo che avrebbe immaginato di avere una cosa propria per crescere un figlio. Imprevisti della vita!
Ma mi ha anche confessato che i genitori di lei si sono proposti bene ad aiutarli capendo la situazione complicata. Io li conosco i genitori della fidanzata di Leo. Persone a modo, onesti e lavoratori modello. Ce ne vorrebbero di più di persone così. Spero che le cose vadano meglio per il mio amico Leo e la sua fidanzata. Lo spero veramente, anche alla luce del passato famigliare suo che è stato molto difficile e travagliato. Siccome per me è come un fratello se posso darò il mio piccolo contributo.

Chiedo scusa se vi ho annoiato con la storia del mio amico Leo. Ma era quasi dovuto visto quello che sto per scrivere. Di fatto il titolo è -Ma crisi di cosa?-
Questa iniziata nel 2008 è la prima crisi? Ovviamente no.
Studiando anche poco la storia, ci si accorge che è piena di momenti di crisi. Pensiamo alla crisi del '29 del secolo scorso. Fame, povertà, disoccupazione, suicidi ecc ecc. Poi la ripresa, il boom economico e la bella vita.
Pensiamo alle crisi dell'antichità erano poco differenti, ma le conseguenze erano analoghe.
Ma perchè avviene la crisi? Ora non scenderò in particolari tecnici perchè non ne sono capace e soprattutto non serve a molto. Ci parlano di spread, di Pil, di debito pubblico, risanare il mercato, insomma tutte pappardelle trite e ritrite in televisione, radio e web.
Veramente è questo il problema?
Ci riempiono la testa di cose inutili. L'Europa, la valuta dell'euro, l'euro va forte sul dollaro, sulla sterlina ecc ecc.
Poi ci sono persone come David Ickle che pare avrebbero trovato una soluzione e anche i colpevoli di tutti questi problemi. Ma come al solito a nessuno frega niente. Soprattutto in Italia con il tipico ragionamento "se sto bene io, che me ne frega di te?".
Un pensiero di questo tipo evidenzia il grande livello di evoluzione culturale in Italia e nel mondo. Io dico Italia perchè vivo in questo paese non posso parlare della Francia o della Germania, anche se quasi certamente è univoca la cosa. Il pensiero "medio" umano non si differenzia molto nonostante le distanze.
In antichità la valuta di scambio erano i metalli preziosi, in particolare oro, argento e rame, ma anche pietre preziose. Oggi la valuta di scambio sono i soldi.
INUTILI PEZZI DI CARTA!       INUTILI PEZZI DI CARTA!      INUTILI PEZZI DI CARTA!
Per loro si ammazza, si fanno guerra le persone, le famiglie, non le nazioni.
Le nazioni le guerre le fanno per il bene reale come petrolio, gas, giacimenti minerali, acqua, per le terre ecc.
Creare un mondo sull'illusione serviva, e ci sono riusciti. Ti mettono in testa che ti servono i soldi per vivere. Inconsciamente i tuoi genitori fin da piccoli ti dicono "studia che devi trovare un lavoro per guadagnare e vivere" poi "più studi e più potrai trovare un lavoro per guadagnare". Allora il bambino cresce col "MITO" e col pallino dei soldi.
Dovrebbero invece dirti "studia! Apri la mente per comprendere che il mondo fa schifo" oppure "studia figliolo per comprendere che l'uomo no merita tutto questo che la terra offre". Ora non voglio cadere sul filosofico, ma era per rendere l'idea.
Serve partire dai più piccoli, educarli a studiare, ma non usiamo il termine "studiare" che può sembrare forzato, diciamo invece che bisogna indurli a CONOSCERE e SAPERE il più possibile.

Si parla di Lobby, società segrete, Nuovo ordine mondiale, ecc ecc. Ma in realtà parliamo del 2% della popolazione, se proprio vogliamo esagerare. Cosa ci impedisce a ribaltare la situazione?
Cosa ci impedisce di smettere di utilizzare i soldi delle banche centrali. Perchè lo stato deve pagare per creare soldi. Perchè lo stato deve pagare, faccio un esempio banale, 12€ per stamparne 10€, che senso ha?
E' matematico che il debito pubblico continuerà a salire all'infinito e mai a scendere.
Kennedy tentò di togliere di dirottare il controllo dei soldi allo stato, tentò di fare tante cose. Sappiamo tutti la fine che fece.
E' morto Kennedy! Così come può morire chi ha ordinato l'omicidio di Kennedy.
Ci convincono che ci sono problemi che in realtà non esistono. Il vero problema è che non abbiamo in mano la nostra vita. Noi non scegliamo nulla. Crediamo, ma non è così. Effettivamente se uno passa la vita a spremersi su come trovare il pane non ha tempo di pensare alla realtà. Per quel padre o madre di famiglia la realtà e pagare le bollette, il mutuo per non essere SFRATTATI DI CASA DALLA BANCA.  Non ha il tempo di pensare con chi me la devo prendere. Non se lo può permettere.

Sento parlare al bar che c'è bisogno di cambiamento, di aria nuova. Sembrano tutti dei piccoli rivoluzionari. Tutti intenti a fare discorsoni con occhi lucidi presi dall'euforia del momento. Poi ti presenti alla rivoluzione, ti giri e sei da solo.
Siamo sette miliardi di persone sul pianeta, ma ti guardi attorno e sei da solo.
Una solitudine relativa. Parlo di solitudine sociale. Poi ovvio nella vita trovi una compagna\o, fai una famiglia, diciamo che non sei mai solo.
Poi appare il Berlusconi che dice di dover fare politica perchè unto dal signore. Arriva l'Obama con la camicetta bianca (colore candido come se si volesse rappresentare una sorta di purezza) e la cravatta, così informale, quasi alla mano, insomma tante promesse e pochi fatti.
Possiamo non citare il nostro uomo d'acciaio e grappa Putin? Assolutamente no!
Per finire in bellezza, il nostro caro amico Renzi, caro Matteino. L'altro giorno mi reco in libreria e trovo un libro che mi fa morire dalle risate. Titolo: Matteo il conquistatore. In copertina il suo sguardo da vero Leader. Caro Renzi che anche tu ora mi porti la camicetta bianca senza giacca, ma almeno levati la cravatta, non copiare Obama in tutto e per tutto. Un po' di inventiva? Rimettiti la giacca caro Matteo, sembri un venditore porta a porta più che un Presidente del Consiglio.
Sento parlare al bar che c'è bisogno di cambiamento, di aria nuova. Sembrano tutti dei piccoli rivoluzionari. Tutti intenti a fare discorsoni con occhi lucidi presi dall'euforia del momento. Poi ti presenti alla rivoluzione, ti giri e sei da solo.
Tutti a sentirsi condottieri, tutti che si sentono come Cesare. Magari pretendono pure di diventare dittatori come Cesare. Il fatto è che prima di autoproclamarsi Dictator perpetua, Cesare ha creato un Impero.
Roma già era Grande, Cesare l'ha resa immortale.

Il mio è solo uno sfogo nato dalla storia del mio amico Leo. Io non ho una soluzione. Se l'avessi sarei un Dio.
Ma tutti noi siamo la soluzione. ripeto!

TUTTI NOI SIAMO LA SOLUZIONE!