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domenica 5 giugno 2016

L'immortalità della morte

Chi non ha mai sentito una massima del tipo  "la morte è solo il principio"?
Per alcuni personaggi storici effettivamente è stato così. Ovvero con la loro morte hanno coronato le proprie gesta in vita. In altri casi invece la morte è stata talmente inusuale da non poter essere nemmeno menzionata.

Partiamo da Alessandro Magno.
Un grande condottiero, forse il migliore per alcuni. Certo è che Alessandro in dieci anni riusci a porre sotto il suo dominio una fetta del mondo allora conosciuto molto grande e anche una piccola parte di mondo poco conosciuto (Indo Kush per esempio).
Morì a 33 anni.
Oltre ad essere prematura la sua morte è ancora più affascinante perché le cause sono incerte.
Avvelenamento, overdose da alcol (vino per lo più), febbre acuta, sono alcune tra le più accreditate ipotesi.
La morte di Alessandro è motivo di grande discussione perché ci si chiede se dopo tutto quel conquistare fosse stato poi in grado di reggere l'impero che era riuscito ad erigere.
Quali sarebbero state le sue scelte, la sua politica e la propria attitudine al comando sotto il piano politico? Visto che sotto quello militare dubbi non ci sono.
Prima della morte i futuri Diadochi erano già in conflitto con Alessandro perché aveva intrapreso un processo di unificazione tra il mondo Ellenico e quello Persiano che ai tradizionalisti non piaceva. I maggiori oppositori a tale processo erano Cassandro, Clearco, Antipatro tra i più ternaci.
Raggiunta Babilonia tutti si aspettavano una riorganizzazione politica del regno ed invece le intenzioni del sovrano Alessandro erano ben diverse. Tra le sue priorità vi era una nuova campagna militare, molto probabilmente in Italia per sottomettere la Magna Grecia e i popoli italici come Latini, Romani, ecc.
Appunto una delle cause di morte più gettonate è l'avvelenamento in quanto i suoi generali e soldati dopo dieci anni di guerre volevano riposare.
Fatto sta che la morte prematura del condottiero da ai posteri motivo di grande discussione su come sarebbe stato il suo regno. Avrebbe conquistato ancora? Sarebbe stato in grado di mantenere saldo il suo vasto impero? Sono domande a cui possiamo solo divertirci a rispondere.

Un altro grande della storia che possiamo inquadrare in questa particolare classifica è Caio Giulio Cesare. Anche lui abili, abilissimo condottiero che fece di Roma un impero.
Esatto! Se Roma poi riusci a sopravvivere lo deve al suo cambio di marcia.
Durante la sua vita Roma era e rimase una Repubblica, almeno di facciata.
Parliamo di un processo già iniziato con Gaio Mario (Homus Novus), per altro zio di Giulio Cesare, continuato con Lucio Cornelio Silla, consolidato con Giulio Cesare e applicato nella forma da Ottaviano (nipote di Cesare).
Di fatto per molti posteri romani Cesare è il primo imperatore e non Ottaviano Augusto proprio per il cambiamento inserito con il titolo di Dictator Perpetua (Dittatura a vita) che si era concesso.
Presiedeva il senato come Princeps, cose che non poteva fare per motivi di età e prestigio familiare, si fece attribuire la tribunicia potestas ovvero il diritto al veto sulle leggi che persino i consoli volevano emanare.
Prima di tutto questo creò il primo triumvirato (Cesare, Crasso e Pompeo Magno).
Con Pompeo, dopo le guerre Galliche avrebbe dato vita alla seconda guerra civile romana.
Muore il 44 a.c. durante le Idi di Marzo accoltellato dai suoi avversari e da Giuno Bruto, suo avversario sconfitto che egli stesso risparmiò dopo la fine della guerra civile.
La domanda rimane medesima, cosa avrebbe fatto se la morte non lo avesse colpito?
Di certo era più vecchio di Alessandro, ma aveva ancora tanto in mente, come ad esempio la guerra Partica in allestimento. Anche per Cesare come per Alessandro possiamo solo divertirci ad ipotizzare in base alle informazioni che abbiamo della sua esistenza.

Poi mi piace parlare di Pirro uno dei tanti eredi militari di Alessandro Magno, anzi per alcuni storici vecchi e odierni il più meritevole ad essere considerato tale.
Nel suo palmarès non annovera molte conquiste di valore, ma per un po' di tempo è stato una spina nel fianco dei romani quando sbarcò in Italia in soccorso di Taranto.
Inoltre fu lui il primo a portare in battaglia gli elefanti nel suolo italico a differenza di molti che pensano sia stato Annibale. Cosa che pochi sanno quest'ultimo fu uno dei sottoposti di Pirro durante le sue avventure in Sicilia.
Rimase in Italia per circa 10 anni nei quali ottenne importanti vittorie, ma la poca coesione che vi era contro Roma non permise a Pirro di avere un esercito sempre ben rifornito e al pieno delle potenzialità.
C'è da dire che lo inserisco in questa lista più che altro per la sua morte, poco eroica direi, a differenza della sua vita piena d'imprese.
Durante una battaglia contro Antigono II Gonata stava per avere la meglio contro un soldato nemico quando la madre di essi vedendolo in pericolo lanciò una tegola colpendo il condottiero proprio in testa.
Il soldato decapitò con poca grazia Pirro e vi porto la testa mozzata ad Antigono che anziché esserne felice se ne addolorò ritenendola una morte indegna per un condottiero come lui e di fatto fece punire il soldato.

Per ultimo ritengo che meriti una nota Leonida il mitico re spartano che impavidamente morì in battaglia secondo la legge della sua città.
Effettivamente la storia di Leonida forse romanzata nel corso della storia ha dell'incredibile.
Quanti uomini al suo posto sarebbero andati fino in fondo consapevoli che sarebbe stata morte certa?
Pochi!
Ci sono molti fattori da considerare.
Leonida era personaggio di carisma e spiccava nella vita pubblica e militare. Bisogna sapere che a Sparta vigeva la diarchia, ossia governo di due re.
Leonida era il re delegato delle funzioni militari.
Nella spedizione delle Termopili vi erano trecento spartani, ma in totale le forze dispose erano cinquemila, sempre un numero esiguo rispetto le forze persiane.
Fu quasi una missione in incognita e suicida in modo che Sparta qualunque fosse stato l'esito avrebbe potuto uscirne senza conseguenze negative.
Ovvero, nel caso i persiani avessero conquistato la Grecia loro avrebbero potuto dire che non aveva preso parte alla guerra e che quel manipolo di trecento soldati erano fuori giurisdizione, nel caso contrario (che è la versione tratte dalle fonti disponibili) grazie a Leonida e i suoi trecento immolandosi hanno rallentato i persiani e permesso ai greci di prepararsi al contrattacco avendo così l'egemonia sulle operazioni di guerra. Inoltre con la morte di Leonida muore anche un possibile candidato alla scalata per una possibile monarchia a Sparta.
Furbi gli spartani.
Chissà un uomo di questo calibro cosa avrebbe potuto costruire nel resto della sua vita. Forse tanto o forse nulla. questo perché a differenza di quello che letteratura e il cinema ultimamente ci hanno abituato a pensare a Leonida come un uomo sulla quarantina in piena forma, ma nella realtà durante gli avvenimenti delle Termopili egli aveva superati i cinquant'anni. Per l'epoca era un traguardo che non era abitudine raggiungere.
Fatto sta che la sua morte lo rese immortale oltre ogni aspettative, monito di patriottismo coraggio e determinazioni fuori ogni concezione.

Finita la lista. Sono pochi è vero. Ci sono molti altri personaggi che potrebbero far parte di questa particolare classifica, ma poi il rischio era quello di fare una lista della spesa o un libro di saggistica cosa che assolutamente non è.
Sono quattro personaggi legato tra loro per essere morti troppo presto oppure in modo immeritevole stroncando vite che molto avrebbero potuto dare al mondo.