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giovedì 5 giugno 2014

Annibale: analisi di un condottiero

Annibale era veramente un grande grande condottiero? E cosa lo spinse ad avere questo odio ed accanimento verso Roma? Puro patriottismo o qualcosa di più?
Per prima cosa bisogna analizzare la vita di Annibale prima di diventare generale dell'esercito Cartaginese.
Era il figlio di Amilcare Barca. I Barca erano una famiglia di ricchi mercanti, dediti in particolare al commercio marittimo.
Annibale cresce vedendo il padre condurre il la prima guerra punica. Man mano che vede come Roma distrugge la vita politica e militare del padre si auto convince che la missione della vita e vendicare Amilcare e spazzare via Roma.
Busto di Annibale Barca














Queste particolarità Tito Livio e Dionisio di Alicarnasso non menzionano di questi dettagli perchè sono elementi che gli studiosi hanno estrapolato tra le righe.
Quando Annibale a 25 anni prende il controllo delle truppe cartaginesi in Iberia (Spagna) Roma non se la passa molto bene visto che ancora deve riprendersi dai postumi della prima guerra punica.
Le miniere d'argento della spagna danno ad Annibale le risorse importanti e necessarie per poter affrontare l'imminente avvicinarsi della seconda guerra punica.
Dopo la prima guerra punica la Spagna era divisa in due parti e come linea di divisione naturale era stato delineato il fiume Ebro, creando anche un trattato dove entrambe le potenze si impegnavano a non oltrepassare il proprio confine.
Annibale decide di conquistare fin dove il trattato glielo permetteva. Ultimo punto da comprendere era Sagunto che nonostante si trovasse sotto il fiume Ebro era alleata ai romani, dunque Annibale aveva tutto il diritto di conquistarla.
Situazione geopolitica in procinto all'assedio di Sagunto






Essendo che però era alleata a Roma fu il pretesto perfetto per scatenare la seconda guerra punica nel 219 a.c. (Eutropio sostiene che invece la data dell'assedio è il 221 a.c.).
Roma doveva sempre mostrarsi giusta agli occhi della storia e perciò Sagunto fu ciò che oggi definiremmo "cadere a fagiolo". Quindi Roma è stata costretta alla guerra da Annibale. Ma in realtà Roma da tempo mirava all'intera conquista della Iberia, che avrebbe garantito grandi terre da coltivare, un aumento della demografia, acquisizione delle miniere e la possibilità di utilizzare la mitica cavalleria leggera iberica.

Annibale riusci ad espugnare Sagunto dopo nove mesi di assedio. Dalle fonti denotiamo che la città era decritta come la più fiorente delle città della Spagna e aventi mura possenti. Ma ciò nonostante nove mesi sono tanti per un condottiero del suo calibro. Anche in Italia meridionale avrà problemi ad assediare città come Petelia (odierna Strongoli, provincia di Crotone) che di certo non era così imponente.
Normalmente potremmo semplicemente dire che era un ottimo condottiero e abile stratega nelle guerre campali, ma inferiore nelle guerre ossidionali (da assedio) e perciò non gli venne mai dato l'appellativo di Poliorcete nemmeno per deriderlo come avvenne con Demetrio, (figlio di Antigono Monoftalmo uno dei generali di Alessandro Magno).
Ma, bisogna tener conto del fatto che Annibale era parte della fazione mercantile e perciò era incline a non distruggere perchè sapeva che poi l'avrebbe dovuto ricostruire e quindi sarebbe stato un dispendio di energie che poteva essere risparmiato. Forse per questo gli assedi duravano tanto. E' un punto di vista possibile.

Ovviamente come la storia insegna non era così facile. Annibale fu l'incubo peggiore per la storia di Roma.
Negli scontri campali in Spagna ed in Italia non ebbe mai grandi difficoltà e perdite immane, a differenza dei romani. Per esempio la famosissima battagli di Canne, agosto del 216 a.c.  Annibale aveva la strada spianata per Roma, ormai indifesa. Una volta trovatosi sotto le mura decise che non era il momento giusto per assediarla e dirottò per il sud italia utilizzando il porto di Kroton come uno dei quartier generali di maggiore importanza.
Gli storici concordano nel dire che Annibale decise di non assediare per far riprendere gli uomini stremati e perchè non disponeva di abbastanza armi di assedio. Atri ancora avvallando la tesi che Annibale fosse incapace nell'arte poliorcetica non voleva rischiare tutto il lavoro fatto fino a quel momento annientandosi contro le mura di Roma.
Un punto a favore dell'esercito Cartaginese era la formidabile cavalleria numidica. Infatti Cornelio Publio Scipione (il futuro Africano) per prima cosa quando inizierà il contrattacco romano si preoccuperà di accattivarsi l'appoggiò della cavalleria numidica.

Busto di Publio Cornelio Scipione "l'africano"















Prima si è accennato a Tito Livio, uno dei narratori delle guerre puniche. Annibale era o non era un grande generale e stratega? Molte sue scelte dichiarano di no, ad esempio l'attraversamento delle Alpi in pieno inverno, arrivando con l'esercito stremato. Ma analizzando bene, fu una tattica a suo vantaggio, in quanto la sorpresa e la paura dei romani fu più grande della stanchezza dell'esercito di Annibale.
Livio racconta molti aneddoti interessanti su di lui. Effettivamente più avrebbe reso misterioso e invincibile Annibale e più sarebbe stato grande Scipione e Roma nel sconfiggerlo.
"Ad esempio appena superarono le Alpi prese tutti i prigionieri che aveva fatto per strada (maggiormente celti e galli) e li chiuse in un cerchio formato dal suo esercito. Disse loro di combattere tra loro e il vincitore avrebbe avuto salva la vita in più un cavallo e armi. Alla fine si rivolse al suo esercito dicendo loro che non erano a casa, che erano nella stessa sorte dei prigionieri appena morti. Terminando poi col dire che l'unica cosa che li separava da casa era il nemico -Roma-."
In effetti è molto suggestivo come metodo. Tenendo fede al racconto di Livio Annibale sapeva come motivare i suoi uomini. Aveva anche l'abitudine di far spalmare i suoi soldati con grasso di animale per tenerli al caldo dal clima rigido del nord Italia. Questo istillava fiducia nei suoi uomini in quanto si preoccupava per loro.
Livio continua dicendo che aveva tutte le attitudini di un grande condottiero. Un po' dei luoghi comuni come ad esempio dormiva poco per curare le strategie, si circondava delle persone giuste, mangiava poco per essere sempre pronto e per dare di più ai suoi uomini.

Fatto sta che dopo Canne la parabola ascendente di Annibale calerà inesorabilmente. Fino a giungere alla battaglia di Zama nell'Ottobre del 202 a.c. da dove riuscirà a fuggire per diventare esule e poi ospite nella corte siriaca in funzione di consigliere anti romano.
Raffigurazione della battaglia di Zama











E come sempre buon viaggio nella storia...