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mercoledì 20 agosto 2014

Storia Greca: i padri dell'occidente 3

Come identificare le origini della storia greca?

Quando si inizia a studiare una civiltà antica il primo problema si riscontra nel capirne e tracciarne il momento di inizio e di fine.
L'ipotesi che faceva più proselitismo almeno fino alla prima metà del '900 affermava che un gruppo etnico di matrice indoeuropeo, detti greci per l'appunto, sarebbe migrata in maniera massiccia alla parte sud della penisola balcanica nel corso del III millennio, dando origine alla Grecia.
Oggi questa teoria non è del tutto morta, ma non è nemmeno così plausibile e scontata. Questo perchè c'è poca chiarezza sulle origini.
Di fatto molti manuali di storia greca tendono ad approcciare questo periodo storico quasi come fosse un tabù. Con timore e un certo imbarazzo, causa la scarsità di informazioni.
Però bisogna dire che i risultati archeologici, implementati dalle altre fonti, negli ultimi decenni hanno permesso di creare una visione un po' più chiara di quando si sia iniziata a formare un'identità ellenica.
Addirittura nell'800 si dava come punto d'inizio della storia greca il periodo della guerra di Troia.
Ovvero coi poemi di Omero, l'Iliade e l'Odissea. Oggi sappiamo che così non è.
Investigando si è potuto risalire alla civiltà micenea, considerata parte della storia greca grazie ai ritrovamenti dell tavolette in lineare B che ha determinato che i micenei parlassero greco, sicuramente non uguale perchè più arcaico.
Con la lineare B i micenei redigevano documenti amministrativi di palazzo. Poi vedremo come la società palaziale sia importante per lo sviluppo sociale in Grecia.
Perciò alla luce di questi studi si poteva ritenere che tra la civiltà micenea e l'età arcaica (età che vedono la nascita delle poleis) abbia un continuo filo conduttore.

Porta dei Leoni a Micene. Introduceva alla cittadella.
Ne pressi di questa porta si sono trovate le tombe dei re micenei.









Ma cerchiamo di andare più indietro.
La palaziale micenea si è scoperto che riprendeva i tratti della civiltà minoica sviluppatasi nell'isola di Creta. Nella prima parte dell'età del Bronzo.
I resti della civiltà minoica furono rinvenuti nei primi decenni del novecento per poi diventare oggetto di interesse da parte degli studiosi fino ad oggi.
Perciò troveremo nella maggior parte dei manuali di storia greca affermando come punto d'origine lo sviluppo della civiltà minoica.

Resti del palazzo di Cnosso
Impressionante notare come ancora conservino i colori originali, almeno in parte.











Tra l'età del bronzo e l'età arcaica si trova si trova la dark ages (l'epoca buia).
Chiamata così per la scarsità di informazioni che abbiamo in merito. Alcuni studiosi lo chiamano anche medioevo greco, come analogia di un'epoca di regressione.
In realtà, mi sentirei di dire il contrario.
Se analizzassimo il medioevo, dunque dalla caduta dell'impero romano d'occidente, vedremmo come sia sta un'epoca di transizione fino all'umanesimo prima e subito dopo rinascimento.
Durante il medioevo abbiamo l'affermarsi del della letteratura arturiana dei cavalieri, il ciclo carolingio, Carlo Magno e la nascita del Sacro Romano Impero. Una bellissima e particolare architettura. Nuove invenzioni. Ciò che voglio dire, e che il progresso è avvenuto.
E così bisogna considerare la dark ages, ovvero un periodo si di transizione, ma non di buio e regressione. Di fatto poi vediamo nascere le poleis e l'età arcaica.
Le poleis non nascono dal nulla, ma è il risultato del processo formatosi dalla caduta della società palaziale micenea che si è evoluto durante appunto la dark age.

Prima della scrittura
La scrittura in Grecia inizia a ricomparire (dopo la lineare B) nell'VIII sec. periodo in cui vengono collocati la stesura dell'Iliade e dell'Odissea. Non vuol dire che prima non esistessero.
Prima vi era la tradizione orale. E questo comportava, stravolgimenti, distorsioni, innovazioni e creazione che l'uso mnemonico poteva offrire.
Di fatto i due poemi potrebbero non essere un'invenzione di Omero. Oppure si. Mi spiego.
l'Iliade e L'Odissea affondano la loro genesi in una tradizione orale antichissima perciò preesistenti ad Omero. Ma abbiamo detto che la tradizione mnemonica permette della larghe licenze come distorsione della storia o anche manomissioni e magari storie del tutto nuove che sostituivano ed implementavano quella già esistente.
Perciò Omero direttamente ed indirettamente ha creato i due poemi.
Inoltre quando i poemi furono rinvenuti trovarono come firma "dal cieco Omero", e per questo che Omero si crede fosse cieco.
Dunque bisogna fidarsi della tradizione orale fino ad un certo punto. Ma la stessa cosa vale per le tradizioni scritte. Il filtraggio è importante in entrambi i casi.
Dicevamo dunque che precedentemente si dava come inizio della storia greca i due poemi. Possiamo tranquillamente afferma che i due poemi hanno poca valenza storica. Poca, non per niente, come Schliemann ha dimostrato. Questo almeno è l'opinione ufficiale del mondo accademico.

I poemi omerici possono però essere utilizzati per comprende la società, le tradizione e i valori che percorrevano quel periodo. Magari non saranno utili a livello storico, ma non è la stessa cosa a livello antropologico e culturale.
Possiamo così immagine il pensiero degli uomini di quel tempo analizzando gli eroi omerici. Questo perchè l'eroe in ogni cultura incarna tutti gli aspetti positivi che deve avere un uomo in quella determinata società. Lo stereotipo del capo. Forte, coraggioso, saggio, ma anche duro e severo se necessita. L'uomo che serve per guidare uno stato ed un esercito. Gli eroi omerici erano tutto questo.
Non finisce qui, perchè ci sono anche i vizi, i peccati, le atrocità che l'uomo è in grado di infliggere e subire.
Questi personaggi non erano solo un esempio, ma venivano selezionati per rappresentare una città o una famiglia, per aumentarne la considerazione ed il lustro.
Ad esempio discendere da Achille era una giustificazione sufficiente ad assumere una posizione importante. Ovviamente questo avveniva principalmente con le divinità.
Ad esempio gli Spartani non smettevano mai di ricordare la loro discendenza da Eracle, gli Ateniesi da Teseo e via dicendo. La stesso cosa valeva per le colonie. I miti e i poemi servivano anche per rafforzare la genealogia dei greci. Analogamente come fece Ottaviano che chiese a Virgilio di scrivere un poema epico per rafforzare i lustro della casata Giulio-Claudia, nasce così L'Eneide.

Qual era la percezione che gli antichi greci avevano del loro passato?
Per prima cosa dobbiamo notare che le genti delle comunità esistenti in Grecia nell'VIII sec. potevano tranquillamente avere accesso ai resti che erano stati i luoghi importanti per le civiltà precedenti.
Molti di questi luoghi furono ripresi e utilizzati per culto e per affermare il lustro dei propri antenati e della loro origine.
Ci fu un vero è proprio culto delle rovine.
I greci si accorsero che in quelle terre ci fu un passato glorioso a cui attribuirono oggetti, storie ed eroi che venivano tramandati oralmente. Solo che i greci non potevano o non sapevano cogliere bene l'entità cronologica che li separava da quel passata (cosa che possiamo fare oggi) e quindi questo portò ad aumentare il velo di gloria e mistero che aleggiava su quelle rovine.
-A supportare tali teorie vi è una schiera di studiosi che sono convinti che Platone nel parlare di Atlantide si riferisse all'isola di Creta ed inconsciamente alla civiltà Minoica.-


Atlantide nell'immaginario collettivo.



                    


















                               

Conclusione
Quando parliamo di civiltà antiche non possiamo non menzionare il loro rapporto con il Mediterraneo.
Quando parliamo di antica Grecia non possiamo parlare di un miracolo. Ovvero che dal nulla, o meglio che per conto loro i greci crearono la propria civiltà. - Almeno questo è il pensiero di Louise Garnet-. Continua infatti dicendo che i greci sono il risultato di una crescita culturale interni arricchita da elementi esterni.
Perchè il Mediterraneo era così importante?
Grazie ad esso avvenivano gli scambi tra le civiltà, che in alcuni casi arricchivano ed in altri impoverivano.
Che tipo di operazioni si svolgevano nel Mediterraneo? E perchè si prendeva il mare?
Per scambi commerciali, culturali ad esempio. Poteva capitare che non si era più desiderati in un posto e conveniva migrare. Matrimoni tra diverse culture per saldare alleanze. Operazioni belliche.
I motivi erano molteplici, e tutti contribuirono a creare un'interazione culturale ed etnica che consentì una mescolanza pari se non superiore ad oggi.
Questo movimento garantì lo sviluppo dei greci che seppero influenzare ed essere influenzati nonostante agli albori dell'antica Grecia esistevano imperi e regni millenari.