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sabato 29 ottobre 2016

Da Monarchia, Repubblica ed Impero

Il percorso che ha portato Roma dalla Repubblica all'Impero è stato lungo è complesso.
Una volta esiliato l'ultimo Re,Tarquinio il Superbo fu instaurata la Res Publica, oggi conosciuta come Repubblica.
In realtà era un'oligarchia, ossia potere di poche famiglie patrizie che si erano aggiudicato con le armi il diritto di governare.
Per prima cosa andrebbe chiarita la questione tra patrizio e tra plebeo.
Per i più tradotto in patrizio=ricco e plebeo=povero.
Non è propriamente esatto. Durante alcuni scavi tra Roma ed Ostia sono state rinvenute molte sepolture di plebei con ricchezze pari se non superiori di in patrizio. Parliamo di sepolture risalenti tra il VI e V secolo A.C.
La Roma dei 7 Re (quindi siamo tra il 750 e il 509 A.C.) era una Roma ancora piccola e viveva soprattutto per il commercio del sale. Gli operai che lavoravano alle saline venivano pagati in parte con del sale (da qui deriva il termine salario).
Quindi i plebei erano i commercianti di Roma e i patrizi erano i proprietari terrieri.
Crollato il supporto degli Etruschi i plebei romani ebbero difficoltà a continuare il commercio del sale non avendo la protezione delle loro navi e dei loro soldati.
A questo punto i patrizi presero il sopravvento ed il controllo di Roma instaurando appunto la Repubblica nel 509 a.c.
Successivamente la fazione plebea stanca di essere sottomessa decise di ribellarsi e come risposta i senatori della repubblica di Roma nel 367 a.c. stipularono le leggi oggi conosciute come leggi licinie sestie. Esse permisero dal quel momento che uno dei due consoli romani poteva essere plebeo.

Dopo il periodo monarchico a Roma si era fatto di tutto per soffocare ogni tentativo di ritorno.
Ogni carica pubblica aveva tre fondamentali principi.

Eleggibilità: ognuno per ricoprire un ruolo doveva essere eletto per votazione

Temporaneità: il periodo di carica non poteva durare per più di un anno. Eccetto casi particolari come guerre che duravano da anni.

Collegialità: ogni carica era ricoperta da almeno due individui. Tipo il consolato che era formato da due consoli simultaneamente.

Di fatto era io senato che organizzava la vita pubblica e militare di Roma.
La guida del senato fu efficace fino a quando i confini di Roma rientravano nella penisola italica, ma conquistata la Spagna e Cartagine poi il senato iniziava a dare segni di cedimento. Un territorio grande come quello romano del II secolo a.c. non poteva più essere amministrato da tante persone che guardavano solo i propri interessi. Ormai la burocrazia senatoria era diventata lenta e macchinosa.
I primi segni di cambiamento vennero con Gaio Mario (homus novus) che ebbe la carica di console per ben sette volte quandonla legge ne prevedeva al massimo una, salvo eccezioni o prolungamenti di carica.
Poi Silla fece un passo in più diventando dittatore per 10 anni. Una volta terminato si ritirò a vita privata.
Serviva per un territorio enorme come Roma un unico uomo che prendesse le decisioni.
L'uomo della provvidenza fu Caio Giulio Cesare
Nominandosi Dictator perpetua. Ovvero Dittatore a vita.
Da qui in poi Roma divenne un'impero fino alla sua decaduta, nel 476 d.c.
Nonostante molti storici romani concordano nell'identificare Cesare come primo imperatore, tale nomina divenne legale e affermata solo con Vespasiano.
Infatti Augusto non dichiaro mai la sua posizione defindosi semplicemente Princeps, ossia primo cittadino, e che non aveva potere, ma aveva auctoritas, ovvero l'accondiscendenza del popolo e del senato per governare.

Questo in sintesi è stato il processo che portò Roma dalla monarchia alla repubblica ed infine all'Impero.